Dopo esserci sentite in colpa ogni santa mattina, mese per mese, in belle giornate di sole, sotto cieli plumbei e bianchi come il latte, e pure con la pioggia e la neve, per anni, quando abbandonavamo il pupo all’asilo. Dopo che psicologi, pedagogisti e psicoterapeuti ci hanno raccontato che è meglio che i bimbi restino con la mamma per i primi tre anni di vita e che siamo state delle streghe malefiche a far subire loro a 1-2 anni il senso di sradicamento e di abbandono che li accompagnerà per tutta la vita. Dopo anni che ci trasciniamo sulle spalle questi macigni e la coscienza sporca di mamme che per andare a lavorare (non per andare in palestra, a fare shopping o a rilassarsi con qualche massaggio) hanno lasciato i loro pargoli in nidi, qualificati e carissimi, ecco dopo tutto ciò ora una ricerca nuova di zecca ci informa che chi va al nido e ha la mamma che lavora sarà più bravo a scuola e avrà un futuro scolastico più agevole?
Ora, dopo che ci abbiamo perso in salute, felicità, forma fisica e milioni di sensi di colpa che come tante piccole frecce acuminate ci hanno segnato l’anima di cicatrici, invece ci dite che abbiamo fatto il loro bene e che il nido è il primo fondamentale e indispensabile gradino dell’apprendimento? Amici ricercatori, amici scienziati, amici psicologi, amici psicoterapeuti…va beh mi censuro, potrei scrivere qualcosa di poco carino…grrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr sublimo la mia rabbia con mezza tavoletta di Lindt nera, ora avrete sulla coscienza pure la mia cellulite, oltre a tutto il resto.
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Valentina R.
Superdonna imperfetta -
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