Ambizioni

La V@le in queste lunghe feste, da brava Cornelia, ha avuto modo di avere lunghi tȇte-à-tête e profonde chiacchierate con i suoi due preziosi gioielli, tipo questa:

Ehi mamma lo sai cosa falò io da glande?

No, non ho il piacere di saperlo, vuoi raccontarmi? (farai l’architetto come il nonno, il medico come lo zio T, il dentista come la cugina M, il creativo come il babbo o il viaggiatore giramondo come la nonna L?)

Io falò il cantelista.

Fantastico, lavorerai in cantiere e costruirai le case? Mi sembra un lavoro molto bello, un po’ faticoso ma bello. A proposito non si dice cantierista, ma operaio di cantiere…

Ho detto il cantelista. Non capissi mai niente.

Ma come non capisco…ok non capisco, spiegami.

Quello che canta, mamma, il cantelista.

Dicesi, anche, in italiano “volgare”, il cantante. Considerato che il piccolo principe di casa ha un pessimo carattere, scarse dote di socializzazione e nessuna propensione al canto le premesse sono ottime.

Maty nico Barcelona

I colori di Gaudì, che si confondono con quelli del mare, dei parchi e delle ramblas.
I profumi della Bouquerìa.
I sapori delle tapas, tutte le diverse sfumature di jamon serrano, hamon iberico, etc etc.
I suoni caotici di una città che non dorme mai.
I saltimbanchi, gli attori e i giocolieri lungo tutte le ramblas.
Le colline, la teleferiche e il tam bleu che portano a dominare la città dall’alto, mentre si abbandona placida verso il mare.
Park Guell, il Tibidado e il mitico Camp Nou, tempio del calcio spagnolo.
Le vie strette, pittoresche e pure un po’ malfamate dove a ogni angolo si annida un potenziale borseggiatore.

Grazie ai Bus Sightseeing abbiamo messo a tacere la pigrizia dei due tappi di casa e comodamente adagiati al caldo abbiamo visto tutto ma proprio tutto, e ci portiamo a casa tanti bei ricordi (ognuno il suo, personalissimo).
Adios Barcellona, luminosa, imperfetta e fascinosa.