Archivio della categoria: Storie di ordinaria “imperfezione”

Maty nico Barcelona

I colori di Gaudì, che si confondono con quelli del mare, dei parchi e delle ramblas.
I profumi della Bouquerìa.
I sapori delle tapas, tutte le diverse sfumature di jamon serrano, hamon iberico, etc etc.
I suoni caotici di una città che non dorme mai.
I saltimbanchi, gli attori e i giocolieri lungo tutte le ramblas.

Great expectation

Nel 2011 l’Italia unita compie 150 anni, c’è per caso ancora qualcuno che non lo sa? Sono solo sei mesi (e ce ne toccano almeno altri 16 ancora) che celebriamo/festeggiamo non si sa bene cosa, considerato che il paese non è mai stato così diviso come oggi, ma va beh.
La V@le più modestamente ne compie molti ma molti di meno, ma si avvicina inesorabilmente a un punto di non ritorno (comincia per 4 e finisce per 0, fate vobis).

Il 2011, è la mia a ultima chance, insomma per:

Chi ben inizia…

Un portafoglio rubato in terra straniera.
Un nano con gomito incoercibile, sempre in terra straniera dove non sai neanche come tradurre agli oriundi il suddetto male.

Auguri

Il 2010:
ci ha regalato una delle peggiori figure mai fatte ai Mondiali di Calcio

ci ha costretto, a domanda dei nostri figli, ad inventarci creativamente dei significati alternativi del bunga-bunga (e francamente ne avremmo fatto volentieri a meno anche noi di sapere cosa fosse)

ci ha mostrato il sorriso sofferto dei minatori cileni (e che la tecnologia a volte fa bene)

Riciclo eco e chic

Tornare in ufficio, nella tiepida tranquillità di una stanza silenziosa.
Abbandonare con lo zio Alfred i due nani ancora straeccitati.
Poter dire “anche quest’anno è andata”.
Pensare che tra qualche giorno ti aspettano 10-dico-10 giorni di vacanza.
Ci sono cose che non hanno prezzo…

La V@le come Oscar

Un tempo (Once upon a time…) quando te ne stavi rintanata nel tuo ufficio a cercare di smaltire la mole di lavoro che ti hanno affibbiato come se non arrivasse mai più gennaio (tutto deve essere inspiegabilmente finite entro Natale, ora o mai più) non correvi nessun rischio, eri immune, impermeabile e intoccabile. La tua carta di credito era al sicuro, tu, chiusa nel tuo cubicolo pure. Ora non più. Ora il tuo conto rischia il rosso in ogni momento e anche se è un colore che va per la maggiore, soprattutto a dicembre, non è cosa buona.

Domando, dunque sono (un filosofo)

Mamma ma quando moriamo poi torniamo indietro?
Mamma perché ci sono persone che fanno del male?
Mamma perché nasciamo?

Ci sono domande che ti colpiscono a tradimento, mentre sei in ritardo e stai correndo a scuola, mentre scarichi la spesa dal bagagliaio della macchina o ancora mentre crolli addormentata, cercando di far dormire i nani.

C’è un posto…

Esiste un posto dove i genitori possono sedersi a tavola per mangiare e parlare con altri esseri adulti senza essere interrotti 25 volte nella stessa frase con domande astruse e improbabili.

Mamme@Work

Dice una ricerca di Kelly Service che le donne con prole, dette anche MAMME, sono più produttive del 20% in più rispetto alle omologhe senza figli.
I figli ti allenano: ad avere pazienza, a fare da arbitro, a fare 10 cose contemporaneamente, a essere determinate, a fare buon viso a cattivo gioco, ad essere superiori, a domare la rabbia e la frustrazione, a fare lavoro di squadra e a molte, molte, altre attività…

Tata Matilda, ops Matilde

Da 2 settimane a questa parte ogni sabato sera in casa si consuma un rituale magico e surreale.