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Comunione di una delle sette nipotine (sì come i 7 nani, ma queste sono tutte femmine), avevo comprato due completini bianchi con ricami verde acqua per la nana e il piccolo principe ma io lavo sempre i vestiti nuovi, ho questa piccola ossessione.
Quando apro l’oblò della lavatrice scopro che questa ha “magicamente” trasformato il bianco in un lilla rosino così scialbo e triste che neanche ho riconosciuto in quei due straccetti i due completi appena comprati.
Giuro, ho seguito scrupolosamente tutte le istruzioni sull’etichetta, ho lavato a 40°, semplicemente un’infida calza rossa da uomo era rimasta dentro la lavatrice dall’ultimo lavaggio.
Un nervoso, ma un nervoso che se ci ripenso mi innervosisco ancora!
Non mi capita mai di riuscire a vedere insieme le mie tre migliori amiche, incastrare gli impegni di tutte tra bambini, lavoro, viaggi è impresa assai ardua.
Ma quella volta ce l’avevamo fatta, un vero the delle cinque da vecchie signore, con torta di crema e frutti di bosco (fatta modestamente dalla sottoscritta), biscotti e altre delizie varie. Poi sul più bello, quando ci eravamo immedesimate in perfette gentildonne inglesi d’altri tempi la nana, allora duenne, arriva impetuosa con il triciclo e spalma la crema pasticcera sul tavolo di design, di plastica ma pur sempre di design, oggetto di culto per Mr Vale. Via una bella passata di spugna bagnata d’acqua.
Peccato per tutti gli aloni rimasti che hanno “offeso” il tavolo e pure Mr Vale.
Per i 40 di Mr Vale ho avuto la bella idea di fare una festa a sorpresa e ho chiesto in prestito ai miei suoceri la loro casa in Brianza. Ore e ore a lavorare per sistemare il giardino con una sottile puzza di sottofondo che attribuivo alla casa dei vicini e che soddisfazione la sua espressione alla vista di tutta la famiglia allargata, fratelli, nipotini vari e amici tutti schierati in giardino per lui…
Cibo fantastico, tutto perfetto tranne quell’odore non proprio piacevolissimo che ormai ne ero certa non proveniva dalla casa dei vicini, ma proprio dal nostro giardino. Da brava “ragazza” di città non avevo considerato che in campagna c’è il problema delle fosse biologiche, anzi a dir la verità non sapevo neanche dell’esistenza delle fosse.
In un solo momento ho scoperto cosa sono e come funzionano…
La Giovanna, mia decrepita maestra delle elementari ripeteva sempre: la gattina frettolosa fa i gattini ciechi, ma da piccola non capivo bene neanche cosa dicesse e più grande andavo troppo di fretta per pensarci. Appunto.
Mi ricordo di quella volta, il mio primissimo colloquio di lavoro, all’ultimo momento mi accorgo che l’unico vestito che possedevo, un rigoroso tailleur pantalone nero, era in condizioni impresentabili ancora dalla laurea.
Cinquanta minuti al colloquio, il tempo di una veloce stirata, con il ferro ancora tiepido, niente appretto.
Risultato disastroso su tutta la linea: io stropicciata peggio di prima, insicura e balbettante, il colloquio una debacle.